IL MERCATO DI CONCORRENZA IMPERFETTA

 

La concorrenza imperfetta riproduce situazioni frequenti nel mercato di oggi. Non è difficile riconoscere in questo tipo di mercato l’oggetto delle nostre esperienze quotidiane. E’ il mercato di molti prodotti alimentari, degli elettrodomestici e di tanti altri beni di uso comune. In sostanza si tratta di merci che anche quando non sono identiche, restano tuttavia perfettamente sostituibili, in quanto destinate a soddisfare gli stessi bisogni. La concorrenza imperfetta presenta alcuni aspetti della libera concorrenza e altri del monopolio. In questo tipo di mercato, i prezzi sono superiori a quelli della libera concorrenza perfetta. Infatti essi danno luogo a degli extraprofitti in misura pari alla differenza tra ricavo totale e costo totale. Questo regime favorisce un certo sfruttamento del consumatore, per effetto dell’aumento dei prezzi.

ED IL SINGOLO IMPRENDITORE?

 

Il singolo imprenditore ha una clientela effettiva o potenziale legata al suo prodotto. In altre parole i singoli imprenditori possono fare una propria politica delle vendite, cioè manovrare il prezzo come tanti piccoli monopolisti. Tuttavia questo potere discrezionale è modesto: pertanto ogni imprenditore è sostanzialmente vincolato dall’attività dei concorrenti. Ad esempio se un produttore di elettrodomestici, fidandosi del successo riportato dei suoi prodotti, ne elevasse il prezzo oltre i limiti della prudenza. Finirà difatti per perdere buona parte dei clienti. Questi ultimi infatti preferiranno approvvigionarsi altrove.

 

FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER LE GRANDI IMPRESE

 

La possibilità di ottenere dei finanziamenti non è uguale per tutte le imprese. Quelle più grandi e gestite meglio riescono ad ottenerli con maggiore facilità e a condizioni migliori. Invece le imprese medio-piccole hanno difficoltà per quanto riguarda l’accesso al credito e ottengono finanziamenti a condizioni più onerose. Questo incide sui costi di produzione e sullo sviluppo della stessa impresa.
Il consumatore non ha una conoscenza perfetta del mercato. Egli infatti acquista un po’ alla cieca, sotto l’influsso di varie suggestioni fra le quali primeggia quella della pubblicità. Pertanto il requisito della trasparenza appare notevolmente offuscato.

 

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