Il Governo: organo costituzionale

Palazzo Chigi: sede del Governo

 

Le dimissioni del Governo aprono la crisi, ma il Governo dimissionario rimane in carica per il disbrigo degli affari di ordinaria amministrazione. Nella prassi è invalso l’uso che il Governo presenti spontaneamente le dimissioni, a seguito di contrasti sorti nei partiti politici che lo sostengono (crisi extraparlamentari).

Il Governo è l’organo direttivo dello Stato ed esercita la funzione esecutiva; però il Governo non deve essere considerato come l’organo esecutivo delle Camere, poiché ha una propria autonomia. Spesso adotta provvedimenti in contrasto con la volontà del Parlamento.

Il Governo è composto dal Presidente del Consiglio, dai Ministri e dal Consiglio dei Ministri: quindi si tratta di un organo complesso. La sua formazione segue un iter preciso: quando si apre una crisi di governo (dimissioni del Governo in carica), il Presidente della Repubblica inizia le consultazioni, cioè consulta gli ex Presidenti della Repubblica, i Presidenti e gli ex Presidenti delle Camere, gli ex Presidenti del Consiglio e i capi dei vari gruppi parlamentari per conoscere gli orientamenti politici del Parlamento e quindi del Paese, e poter affidare l’incarico di formare il Governo alla persona più idonea.

La nomina del Presidente del Consiglio è frutto di un giudizio del Capo dello Stato: è un suo potere. Il Presidente della Repubblica nomina anche i ministri, ma su proposta del Presidente del Consiglio.

Per essere nominato membro del Governo non è richiesto alcun particolare requisito: basta essere cittadino italiano, avere la capacità di agire e godere dei diritti civili e politici. Non occorre essere membro di una delle Camere.

Il Presidente del Consiglio e i Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica. Poiché la Repubblica italiana è parlamentare, il Governo deve avere la fiducia delle Camere. Pertanto entro dieci giorni dalla sua formazione, il Governo si presenta al Parlamento per sottoporre il suo programma e ottenere la fiducia.

La fiducia parlamentare deve accompagnare costantemente la vita del Governo: infatti le Camere possono revocarla, provocando una crisi governativa, mediante la mozione di sfiducia, che deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera, che non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione e deve essere votata per appello nominale (in modo che ogni parlamentare assuma la propria responsabilità dinanzi alla nazione). Queste cautele sono previste per evitare gli inconvenienti del passato e le imboscate alla compagine governativa. Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

Il Presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo deliberata dal Consiglio dei Ministri, e ne è responsabile. Mantiene l’unità d’indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri.

Il Presidente del Consiglio non è un superiore gerarchico dei ministri; infatti i ministri non sono responsabili dinanzi a lui dei loro atti, ma dinanzi al Parlamento.